Ericsson in Italia, una storia di innovazione

La storia di Ericsson in Italia inizia nel 1918, quando c’era un solo telefono ogni 500 abitanti. Ericsson entra nel mercato italiano investendo i primi capitali in FATME (Fabbrica Apparecchi Telefonici e Materiale Elettrico), un piccolo stabilimento di materiali telefonici ed elettrici situato nel sobborgo romano.
Nel 1925 l’Italia viene divisa in 5 zone telefoniche, ognuna assegnata a una concessionaria. Alla SET, di cui è proprietaria la FATME, viene assegnato il Mezzogiorno e la Sicilia. Nel giro di 5 anni sarà realizzata la rete telefonica del Sud Italia, posando ben 60 mila chilometri di cavi.

Negli Anni ‘30 Ericsson porta in Italia la produzione del primo telefono da tavolo in bachelite, diventando così la prima azienda nazionale a confrontarsi con la tecnologia della stampa di materiali plastici e termoplastici. Un modello che influenzerà il design di tutti i telefoni fissi, allora strumento indispensabile di lavoro e accessorio molto desiderato nelle case degli italiani.

Tra gli Anni ‘50 e ’60 ci sarà lo studio e la realizzazione di un piano nazionale per la teleselezione, ossia il sistema che consentirà di fare telefonate in modo diretto, senza la necessità di passare da un centralino.

Assistiamo quindi all’introduzione dell’elettronica nelle telecomunicazioni. Ericsson produce e inserisce per prima nella rete italiana le centrali interurbane elettroniche di tipo AKE. Il primo esemplare di queste centrali, che si presentano come nodi fondamentali della rete, entrerà in funzione a Palermo nel 1975.

Nel 1978 nasce a Roma la Direzione Ricerca e Sviluppo. In un primo tempo dedicata esclusivamente all’adattamento delle apparecchiature della casa madre al mercato italiano, assume gradualmente il ruolo di centro di competenza globale per l’intera Ericsson. Oggi, a distanza di 42 anni, Ericsson vanta in Italia ben 3 centri di Ricerca e Sviluppo: a Genova, Pisa e Pagani.

È quindi la volta del digitale. Nel 1982 la FATME-Ericsson installa a Napoli Capodichino la prima centrale digitale. Si chiama AXE e diventerà la centrale più diffusa nel mondo. Si entra in una nuova era delle telecomunicazioni: l’ingombro di una centrale digitale è 7 volte inferiore rispetto a una centrale elettromeccanica, con un livello di efficienza nettamente superiore. Da questo momento anche il telefono diventa alla portata di tutti.

Inizia quindi l’era della telefonia mobile. La rete E-TACS entrerà in funzione a inizio Anni ‘90, in tutte le città che avrebbero ospitato gli imminenti campionati del mondo di calcio. Le stazioni radio base sono costruite su licenza Ericsson. Nel 1992 sarà quindi la volta del GSM.

Nel 1996 è da un’idea di Ericsson e TIM che nasce la scheda prepagata. Una innovazione made in Italy che si rivelerà lo strumento vincente per la diffusione della telefonia cellulare in tutto il mondo, consentendo l’accesso a questo tipo di tecnologia anche ai più giovani e ad un pubblico di massa.
A fine secolo Tre Italia è uno dei cinque vincitori della gara per le frequenze UMTS in Italia. Con Ericsson come partner, inizia a costruire la rete mobile di terza generazione a tempo di record, installando 2000 stazioni radio base in 1 solo anno. A fine 2002 il Ministro delle Comunicazioni farà sulla rete di Tre Italia la prima telefonata al mondo su una rete di terza generazione.

Nel 2013 si fa la storia. Viene infatti battuto il record mondiale di velocità su Internet, con la trasmissione di dati al ritmo di un terabit al secondo. Il primato avviene in Australia, su rete Telstra, nel collegamento fra Sydney e Melbourne, distanti fra loro mille chilometri. Ma la tecnologia che lo ha reso possibile è tutta italiana, grazie alla collaborazione tra Ericsson, Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni (Cnit).
Oggi si parla di 5G ed Ericsson è protagonista indiscusso anche nel nostro Paese. Nel 2016 TIM, Ericsson e decine di industrie danno vita a “5G for Italy” e successivamente vengono avviate le prime sperimentazioni nelle città di Torino, Roma e Genova. Nel dicembre del 2017 Ericsson e TIM effettuano a Torino la prima sperimentazione in pubblico della rete 5G, raggiungendo la velocità record di oltre 20 Gbps.